LA STORIA
La Fondazione Nicolò Piccolomini per l’Accademia d’Arte Drammatica nasce nel 1943 come Ente Morale, per volontà del giovane conte Nicolò, diplomato attore alla Regia Accademia d’Arte Drammatica, allora diretta da Silvio D’Amico, e morto a 28 anni durante la seconda guerra mondiale. Nel suo testamento lasciò ai colleghi attori gran parte dei suoi beni: la Villa, sorta nel tardo Cinquecento, e altri manufatti e terreni che si estendono dalla via Aurelia Antica fino a via Gregorio VII. Le ultime volontà di Nicolò incontrarono l’immediata opposizione del conte padre Silvio, e anche dopo la morte di quest’ultimo, la Fondazione stentò a prendere forma e ad assolvere i propri scopi statutari.
Se non è stato finora possibile dar vita alla casa di riposo, così come desiderava Nicolò, si è invece attuato il secondo scopo statutario, quello cioè dell’assegnazione, tramite un bando annuale, di aiuti economici agli artisti anziani ed indigenti.
Nel 1980 la Fondazione diventa una IPAB - Istituzione Pubblica di Assistenza e Beneficenza, sotto la supervisione della Regione Lazio che, dal 2006 al 2009, ha commissariato la Fondazione e utilizzato la Villa come propria sede di rappresentanza. Dal maggio del 2009, grazie alla mobilitazione degli attori riuniti nel Comitato Gianpiero Bianchi e all’occupazione della Villa, la Fondazione è tornata alla normale gestione da parte di un Consiglio di Amministrazione.
La Fondazione non beneficia di alcun contributo e vive esclusivamente grazie al reddito proveniente dalle proprietà ereditate e alle donazioni.