PER UNA CORRETTA INFORMAZIONE

La Fondazione Nicolò Piccolomini per l’Accademia d’Arte Drammatica desidera fornire ai cittadini e ai loro amministratori qualche informazione sulla propria attività e sulla questione del cosiddetto “Parco Piccolomini”.

In questo sito sono presenti i documenti e le notizie riguardanti la storia e gli scopi di questa Fondazione. Vale la pena ricordare sinteticamente alcune caratteristiche di questo Ente che:

1) è un’Istituzione Pubblica di Assistenza e Beneficenza, controllata dalla Regione Lazio, con un patrimonio immobiliare privato;
2) vive e ottempera ai propri scopi statutari, in favore degli attori teatrali anziani e indigenti, esclusivamente grazie al reddito derivante dalle proprietà ereditate dal conte-attore Nicolò e alle libere donazioni;
3) possiede e amministra:
a) la Villa Piccolomini (o Villa del Sole) di via Aurelia antica 164, comprendente: un Casino seicentesco, i giardini all’italiana con un portico, un parco interno, la casa del custode e le ex lavanderie;
b) alcuni dei terreni e manufatti sottostanti la Villa;
4) loca i propri terreni e manufatti tramite bando pubblico.

Il cosiddetto “Parco Piccolomini”

Nel Piano parchi del Comune di Roma non esiste alcun Parco Piccolomini. L’unico parco che può essere denominato “Piccolomini” è quello interno alla Villa omonima di via Aurelia antica 164. E’ improprio, pertanto, denominare “Parco Piccolomini” l’area verde che da via Gregorio VII si estende fino alla via Aurelia antica, poiché tale area, che mai è stata pubblica, non è proprietà della sola Fondazione Piccolomini. Si tratta di un’area che appartiene a più privati, oltre alla Fondazione: la società Consea, l’ambasciata russa a Roma, la famiglia Tiburzi, l’Ordine delle Suore Canossiane e, unica eccezione, il Comune di Roma, che nel 1975 ha espropriato due ettari di proprietà della Fondazione.

I contributi pubblici e i rapporti con le Istituzioni

La Fondazione Piccolomini non gode di contributi pubblici ordinari e vive esclusivamente del reddito dei propri immobili e di libere donazioni. Può così ottemperare al proprio scopo statutario di assegnazione di aiuti economici agli artisti teatrali anziani e indigenti tramite un bando annuale. L’attuale Consiglio di Amministrazione sta studiando la fattibilità dell’altro scopo statutario: la costituzione di una casa di riposo per artisti teatrali all’interno della Villa Piccolomini di via Aurelia antica, così come auspicato nel testamento del conteattore Nicolò.

La Fondazione Piccolomini ha ricevuto negli anni esclusivamente due contributi pubblici eccezionali.

Il primo in occasione del Giubileo del 2000, di lire 2.413.191.800 (corrispondenti a euro 1.246.310) da Roma Capitale, per il parziale restauro della Villa del Sole di via Aurelia antica 164, a seguito di un protocollo d’intesa tra la Regione Lazio, il Comune di Roma e la Fondazione. In tale protocollo, siglato nel novembre del 1997, la Fondazione Piccolomini “s’impegna a mettere a disposizione la struttura denominata Villa del Sole per la realizzazione di un Centro culturale internazionale”. L’allora gestione commissariale dell’Ente si dichiarava inoltre “disponibile ad inserire tale struttura nei programmi promossi dalla Regione Lazio e dal Comune di Roma per il Giubileo del 2000.” Nell’ottobre del 1998 la Fondazione stipula un contratto di locazione della Villa di via Aurelia antica con il Centro internazionale per le Arti e le Culture Dionysia. Il contributo per il restauro non riguardava i sottostanti terreni e manufatti di proprietà della Fondazione (quelli impropriamente definiti “Parco Piccolomini”), poiché essi erano locati a terzi o abusivamente occupati (con procedimenti in corso). Il Centro internazionale Dionysia venne poi sfrattato per morosità il 18 maggio 2005.

Il secondo contributo, nel 2011, da parte dello Stato, di euro 150.000, per la ricostruzione di una porzione crollata del muro di cinta della Villa Piccolomini di via Aurelia antica 164.

Un contributo di finanza di progetto per l’ipotesi di realizzazione di un parco esterno alla Villa, di euro 3.000.000, presente nel previsionale di bilancio del 2005, non è mai stato riscosso. Così come non è stato mai riscosso un contributo regionale di euro 180.000 per la valorizzazione del parco interno alla Villa del Sole.

Dopo il commissariamento dell’ente, nel 2005, la Villa Piccolomini di via Aurelia antica è divenuta sede di rappresentanza della Regione Lazio (dal 2006 al 2009). Quest’ultima versava alla Fondazione un regolare canone di locazione. Nel 2009, a seguito dell’occupazione della Villa da parte degli attori riuniti nel Comitato Gianpiero Bianchi, la Regione Lazio ha interrotto il commissariamento e nominato un nuovo Consiglio di Amministrazione, entrato in carica nell’ottobre di quell’anno.

La Regione Lazio non ha mai versato alcun contributo alla Fondazione.

Espropri e usucapioni dei terreni esterni alla Villa Piccolomini

I due ettari di terreno espropriati dal Comune di Roma nel 1975, così come alcuni terreni circostanti, ancora di proprietà della Fondazione, sono occupati abusivamente da decenni (nonostante le cause legali intentate e vinte dalla Fondazione nei confronti degli occupanti).

Altri tre ettari, già di proprietà della Fondazione, sono stati usucapiti, sempre nel 1975, dalla famiglia Tiburzi.

In ultimo: la Fondazione è in attesa, da 29 anni, della definizione dell’esproprio del terreno di Largo Cardinale Micara, divenuto parcheggio di auto e pullman in occasione dell’Anno Santo 1983. Da 29 anni, il Comune di Roma non ha ancora liquidato alla Fondazione la cifra dovuta, limitandosi a corrispondere - in maniera irregolare- un’irrisoria “indennità in attesa di esproprio” di 233 euro mensili.

Il “parco” e la famiglia Piccolomini

L’area verde, impropriamente chiamata “Parco Piccolomini”, e la sovrastante Villa, non hanno mai avuto alcun rapporto col Papa Pio II, Enea Silvio Piccolomini. In quell’epoca, infatti, la Villa passò in proprietà alla famiglia Manili.

Nei primi anni del Novecento, l’allora proprietario Carlo Menotti lasciò alla figlia Anna la Villa di via Aurelia antica e parte dei terreni sottostanti. Anna Menotti sposa Silvio Piccolomini della Triana, conia il nome di Casa del Sole, vi esegue nuovi lavori e lascia erede il figlio Nicolò, il quale, diplomatosi attore alla Regia Accademia d’Arte Drammatica, muore a 28 anni nel corso della seconda guerra mondiale lasciando una parte dei suoi averi alla Fondazione che prenderà il suo nome. Solo da allora, dal secondo dopoguerra, il Casino secentesco di via Aurelia antica, con il suo parco interno e i suoi giardini all’italiana, comincia a essere chiamato Villa Piccolomini.

A titolo di curiosità: tutto il prezioso mobilio contenuto nel Casino venne trafugato da ignoti pochi giorni prima che Silvio D’amico, direttore dell’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica, prendesse finalmente possesso della Villa dopo anni di battaglie legali contro il padre di Nicolò, Silvio Piccolomini della Triana, che si era opposto in tutti i modi alle ultime volontà del figlio-attore.

Le notizie errate sulla storia della Villa, diffuse tramite media e presenti nelle interrogazioni di consiglieri regionali, provinciali, municipali e di deputati della Repubblica, risultano essere il risultato di un “copia e incolla” di una vecchia pagina di facebook, scritta da un turista che si improvvisò storico e storico dell’Arte. Questa Fondazione avrebbe accolto con piacere la richiesta di informazioni e sarebbe stata lieta di fornire agli interessati, cittadini e amministratori, tutti gli approfondimenti necessari e le relative documentazioni.

Apertura al pubblico. Proposta per un sentiero nel verde.

In occasione del Giubileo del 2000, a seguito del già citato stanziamento per il parziale restauro della Villa del Sole di via Aurelia antica, era prevista un’apertura al pubblico per 30 giorni nell’anno, sia per la visita guidata nei giardini all’italiana che per l’uso della sala conferenze della Casa del Sole (deliberazione comunale n° 92 del 1999). Tale apertura al pubblico, circoscritta nel periodo delle celebrazioni del Giubileo, riguardava l’interno della Villa Piccolomini di via Aurelia antica; non avrebbe potuto riguardare i terreni sottostanti la Villa (impropriamente denominati “parco Piccolomini”), poiché essi, come già ricordato, erano regolarmente locati a terzi o abusivamente occupati.

Negli anni tra il 2006 e il 2009, la Villa di via Aurelia antica è stata aperta al pubblico in occasione di manifestazioni organizzate dalla Regione Lazio nella propria sede di rappresentanza.

Aldilà delle note storiche, l’attuale amministrazione della Fondazione Piccolomini si è da subito dimostrata disponibile a ospitare manifestazioni culturali pubbliche all’interno della Villa di via Aurelia antica. In alcuni incontri con gli amministratori del Municipio XVIII, si è progettata l’ospitalità di attività culturali e artistiche delle scuole del quartiere (corsi di teatro, di musica, rappresentazioni di fine d’anno ecc.).

La Fondazione Piccolomini e la Borgo Piccolomini srl si sono inoltre dichiarate disponibili a mettere a disposizione dei cittadini una parte dei terreni di proprietà della Fondazione e di quelli locati alla Borgo Piccolomini srl, per consentire la realizzazione di un sentiero nel verde che faciliti il collegamento tra la via Gregorio VII, la soprastante via Aurelia antica e Villa Pamphili.

La Fondazione e le opere edili

Dal 1943, anno della sua nascita, la Fondazione Piccolomini non ha mai progettato, né tantomeno realizzato, alcuna opera edile. Gli abusi compiuti sui terreni di sua proprietà (si pensi ai box per i cavalli dell’ex maneggio o alle numerose catapecchie ancora presenti) sono stati, negli anni, oggetto di denuncia e di numerose (e onerose) vertenze giudiziarie in cui la Fondazione si è costituita parte lesa.

La Fondazione non ha nulla a che vedere con la costruzione dell’albergo, bloccata dall’allora Sindaco G.C. Argan. Il terreno in questione, con ciò che resta delle piattaforme in cemento, non è mai stato proprietà di questa Fondazione. Appartiene a uno degli altri proprietari dell’area compresa tra via Gregorio VII e via Aurelia antica: la Società Consea, che non ha mai avuto alcun rapporto con la Fondazione.

La Fondazione e il campo di pratica da golf

La Fondazione ha indetto una gara a evidenza pubblica per locare i terreni e il manufatto dell’ex maneggio, liberati dopo uno sfratto esecutivo per morosità dei precedenti conduttori. L’avviso pubblico era aperto a “chiunque fosse interessato”, singolo o società. Il Consiglio di Amministrazione ha analizzato una decina di proposte, pervenute in busta chiusa, e ha deliberato di locare il terreno con manufatto, entrambi in condizione di fatiscenza, per la realizzazione di un centro sportivo con campo di pratica da golf (altra cosa rispetto a un regolamentare campo da golf). I criteri di scelta sono stati sostanzialmente due: entità economica dell’offerta e compatibilità del progetto con i vincoli ambientali, urbanistici e sanitari.Il progetto, che ha già ottenuto il nulla osta paesaggistico dalla Regione Lazio, presenta le seguenti caratteristiche:
a) non è prevista alcuna edificazione;
b) non è previsto alcun sbancamento del terreno, dal momento che verranno utilizzate, ai fini della pratica del golf, esclusivamente le zone pianeggianti;
c) non è previsto alcun taglio degli alberi esistenti, la zona boscosa verrà anzi valorizzata con la piantumazione di nuove essenze pregiate ;
d) non è previsto l’uso di fitofarmaci e pesticidi;
e) è prevista un’irrigazione assai minore rispetto a quella praticata nei terreni già occupati dalla coltivazione abusiva di ortaggi;

Verranno, inoltre, abbattute tutte le catapecchie abusive in legno e metallo e saranno bonificate le zone attualmente occupate da discariche (carcasse di auto e anche eternit).

La Società Borgo Piccolomini ha comunicato a questa Fondazione che:
a) saranno organizzati corsi di avviamento al golf, completamente gratuiti, per tutti gli studenti delle classi IV, V elementare e I media di tutte le scuole del territorio;
b) la struttura darà occupazione a una quarantina di addetti;
c) si è offerta di bonificare a proprie spese i due ettari di terreno già espropriati dal Comune e di dotarli di un parco giochi attrezzato;
d) si è dichiarata disponibile a realizzare, nei terreni da essa locati, un sentiero aperto al pubblico.

Conclusioni

Si è ritenuto necessario fornire queste informazioni al fine di contribuire a una corretta informazione e porre fine alla diffusione di notizie palesemente errate. Questa Fondazione ha già sporto querela contro tutti coloro che, con colpevole superficialità, l’hanno diffamata insieme con i suoi amministratori.

L’impegno dell’attuale Consiglio di Amministrazione ha fin qui significativamente incrementato l’entità degli aiuti economici a favore di una categoria, quella degli artisti teatrali anziani e indigenti, particolarmente debole e priva di dignitose tutele sociali. Tale incremento è stato possibile solo grazie a un costante e appassionato lavoro di risanamento dell’Ente e delle sue proprietà nell’assoluto rispetto delle normative.

La Fondazione Nicolò Piccolomini intende proseguire tale risanamento, per sempre meglio ottemperare ai propri scopi statutari, in un auspicato rapporto di reciproco rispetto e di collaborazione con le Istituzioni e i cittadini del quartiere.

La Presidente del Consiglio di Amministrazione della Fondazione Nicolò Piccolomini per l’Accademia d’Arte Drammatica

dr.ssa Benedetta Buccellato


 

27 marzo 2012 – Villa Piccolomini – Di Stefano: “Soddisfatto delle spiegazioni date da Ciocchetti. L’area sarà salvata dal degrado”

Ho fatto un sopralluogo questa mattina a Villa Piccolomini per rendermi conto personalmente dello stato dei luoghi e ho poi ascoltato con molta attenzione le risposte che l’assessore Luciano Ciocchetti, sempre stamattina, ha dato in Commissione Urbanistica ai comitati dei cittadini che chiedevano lumi sui lavori previsti nel parco della villa.

Devo dire in tutta franchezza di essere rimasto pienamente soddisfatto dell’accurata relazione dell’assessore – che ringrazio, assieme alla presidenza della Commissione – e di tutte le spiegazioni che ha dato.

Ciocchetti ha spiegato che nel progetto di realizzazione nel parco di un campo di pratica per il golf, che ha avuto il nulla osta paesistico della Regione nell’ottobre scorso, non sono previsti nessuna nuova edificazione, nessuna variazione dell’aspetto del terreno e nessun abbattimento di alberi. L’area, anzi, sarà recuperata e riqualificata e non sarà più abbandonata al degrado, piena di mucchi di rifiuti e preda di occupazioni abusive e quant’altro com’è adesso.

Il campo di pratica del golf, anzi, sorgerà al posto di un maneggio che vi si trovava fino a poco fa e per il quale erano state edificate in modo non certo ortodosso quaranta stalle a ridosso degli edifici. Inoltre, tutto questo permetterà di ospitare gratuitamente nel parco numerose scolaresche e porterà nelle casse della Fondazione Piccolomini, proprietaria dei terreni, un lauto affitto e le permetterà di perseguire appieno i suoi scopi statutari di assistenza agli artisti drammatici inabili al lavoro e a quelli indigenti.

Alle viste di quanto ho potuto constatare oggi con i miei occhi e di quanto ho sentito, infine, non posso che ricredermi rispetto ai miei precedenti convincimenti e pensare che chiunque continui a contestare questo progetto e a speculare su questa storia lo faccia, a questo punto, in modo strumentale e non giustificato.

On. Marco Di Stefano, Consigliere presso la Regione Lazio


La Fondazione Nicolò Piccolomini per l’Accademia d’Arte Drammatica, dal 1943 Ente Morale,  è disciplinata dalla legge sulle Istituzioni Pubbliche di Assistenza e Beneficenza (IPAB- Regione Lazio).
La Fondazione è retta da un Consiglio di Amministrazione.
I suoi scopi statutari sono  il ricovero e mantenimento di artisti teatrali di ambo i sessi e inabili al lavoro, nonché elargizioni ad artisti teatrali indigenti.
Se non è stato finora possibile attuare il primo scopo statutario, viene annualmente attuato il secondo attraverso la pubblicazione di un bando che regola le assegnazioni economiche agli aventi diritto.
La Fondazione non beneficia di alcun contributo e vive esclusivamente grazie al reddito proveniente dalle proprietà  ereditate dal conte-attore Nicolò e alle libere donazioni.