La Fondazione Nicolò Piccolomini per l’Accademia d’Arte Drammatica è un' Istituzione Pubblica di Assistenza e Beneficenza (Ipab) a favore degli artisti teatrali anziani e indigenti. Nasce come ente morale nel 1943, a seguito del lascito testamentario del conte-attore Nicolò Piccolomini, morto a 28 anni nel corso della seconda guerra mondiale. Nel 1956 viene posta sotto la disciplina delle Ipab ( legge del 1890, detta legge Crispi, abrogata nel 2000) e controllata dalla Regione Lazio.

La Fondazione N.Piccolomini non beneficia di alcun finanziamento pubblico ordinario e vive e ottempera ai propri scopi statutari esclusivamente grazie alle donazioni di privati e al reddito degli immobili ereditati (vedi Regolamento nella sottopagina Patrimonio). Tale reddito è destinato a finalità pubbliche, quelle cioè dell'assegnazione di aiuti economici agli artisti teatrali anziani e indigenti tramite la pubblicazione di un bando annuale.

Alcune lettere degli artisti drammatici che hanno ricevuto il contributo dalla Fondazione N. Piccolomini


“Non riesco ad esprimere la gratitudine per il contributo che ho ricevuto dalla Fondazione Piccolomini. Dopo anni di serio lavoro e impegno nel teatro, dopo aver tentato in tutti i modi di portare avanti onestamente il mio lavoro, mi sono trovato costretto a fare domanda alla fondazione. Ora hanno anche eliminato il contributo di disoccupazione e gli attori in difficoltà sono veramente in condizioni tragiche. Il vostro contributo oltre ad avermi dato un poco di respiro in senso pratico mi ha fatto sentire un senso di calore e di appartenenza a una categoria, cosa che ormai le istituzioni hanno dimenticato. Sono molto contento di sapere che la fondazione, nonostante le difficoltà, continui ad agire nella trasparenza e se la mia situazione dovesse risollevarsi, sarò lieto di fare un'offerta alla fondazione” M.F.

“… non puoi immaginare la gioia che ho provato ieri nel ricevere la tua lettera a nome della Fondazione Piccolomini che mi ha riconosciuto l’aiuto economico per il bando di quest’anno. Grazie! Grazie e ancora grazie. La commozione è stata talmente tanta e intensa fino alle lacrime.” S.L.

“Grazie di cuore per avermi fatto passare un giorno con il sorriso…Il sottoscritto è felice che ancora in Italia vi è una Fondazione per artisti, seria ed equa, per dare aiuto a chi per svariate ragioni negative nella vita, si trova suo malgrado in difficoltà di vita e economica in modo da renderlo quasi un pezzente…” A.A.

“ Ho ricevuto con grande piacere il contributo della Fondazione e ti ringrazio di cuore per questa attesa “boccata d’ossigeno”, date la mia patologia permanente e la mia pensione al minimo.” M.P.

“ … il vostro aiuto mi ha consentito di poter avere l’assistenza di una persona per qualche ora al giorno, almeno fino a che non sarò di nuovo autonoma. Mi rammarica molto sapere di tutte le difficoltà che incontrate nel vostro encomiabile lavoro e vi auguro di cuore che presto tutto possa sistemarsi. “ E.R.

“Scusami se il mio ringraziamento viene espresso per lettera, ma come ben sai non riesco a comunicare telefonicamente, purtroppo mi emoziono a sentire le vostre voci. La nostra categoria non è difesa da nessuno, forse non siamo riconosciuti come lavoratori, che vergogna.” G.D.F.

“Non è stato facile scrivere quella richiesta di aiuto. Dopo aver fondato e diretto, per circa venticinque anni, una compagnia di punta della sperimentazione italiana …dopo aver ottenuto il massimo dei contributi ministeriali ed elogi di tutta la critica, ti confesso che mi sentivo sconfitto ed umiliato al momento di chiedere il vostro aiuto. Ma la vita è così, riserva anche di queste sorprese …grazie di cuore!” M.S.

“Scrivo per esprimere il mio commosso grazie a te e alla Fondazione, un grazie cui si accompagna un sentimento di stupore, se considero di aver ottenuto risposta per il solo fatto di aver legittimamente chiesto. Non ti sembri eccessivo il mio dire. “La Sicilia è un’isola ma non è il mare a sequestrarla”. Questa frase, quasi un aforisma, dello storico Ernesto Pontieri, la dice lunga sulle condizioni di questa terra, dove il bene comune è sfruttato da pochi a proprio esclusivo vantaggio. Qui, e ancora oggi, quasi tutto passa per i rapporti interpersonali e le clientele, con le conseguenze di ingiustizia sociale che è facile immaginare.” R.B.

“ …la ringrazio personalmente anche per la gioia per aver ottenuto tale riconoscimento senza soprattutto vedere lesa la nostra dignità di artisti, la nostra sensibilità di uomini.” V.B.

“Ricevuto assegno, risolti diversi problemini.” F.A.

“Ringrazio coloro che aiutano le persone meno fortunate a poter recuperare un po’ di dignità in questi giorni così difficili. Dove la solitudine e la povertà sono le sole compagne di viaggio.” A.A.S.

“ Oggi ho ricevuto il vostro assegno e ti ringrazio per tutto quello che hai fatto, che stai facendo e che mi auguro continuerai a fare con un pò più di serenità. Per uno come me che prende 600 euro di pensione, un assegno come il vostro sono 4 mensilità e quando si è nelle mie condizioni sono veramente un bel dono.” E.M.

“ Un grazie sentito per l’assegno inviatomi, anche se molto ridotto rispetto allo scorso anno, ma sempre più che utile vista l’indigenza vera e completa in cui mi costringono i tempi, inspiegabilmente vista la mia ancora validità artistica e professionale. Per quanto riguarda l’assenza totale a Voi riservata dalle Istituzioni che dovrebbero sostenervi e ringraziarvi sia come Persone che come ente che aiuta gli Artisti che tanto hanno contribuito alla Cultura Italiana contemporanea, io mi metto a Vs completa disposizione … Spero che si possa verificare qualcosa di buono che vi permetta di poter integrare quei mille euro che costituivano nei 12 mesi dell’anno quei circa 300 euro mensili, davvero necessari per il mio sostentamento iniziale. Grazie ancora per la vostra disponibilità e generosità .” L.M.

Il mio nome è Nicolò

regia: Giovanni Battista Origo
sceneggiatura: Benedetta Buccellato
produzione: Fondazione N.Piccolomini e Amaro videoproduzioni (2013)
durata: 12 minuti
Un giorno di maggio, il giovane conte Nicolò Piccolomini torna nella Villa che è stata la sua casa romana e che ha lasciato in eredità ai teatranti anziani e indigenti. Sono passati 72 anni da quando ha dovuto abbandonare i costumi di scena per vestire la divisa da tenente pilota. 71 anni da quando è esploso in volo con il suo aereo nel cielo di Napoli. Nico ha un appuntamento, nella Casa del Sole…